4) Kierkegaard. La condizione estetica e quella etica.
Kierkegaard indica la caratteristica della condizione estetica nel
vedere ovunque delle possibilit. La condizione etica  invece
quella di considerare le stesse cose come un compito.
S. Kierkegaard, Aut-Aut.

 L'individuo sceglie perci se stesso come una concretezza
molteplicemente determinata, e perci si sceglie secondo la sua
continuit. Questa concretezza  la realt dell'individuo; ma
poich la sceglie secondo la sua libert, si pu anche dire che 
la sua possibilit, o per non usare un'espressione cos estetica,
che  il suo compito. Chi vive esteticamente infatti non fa che
vedere ovunque possibilit, queste costituiscono per lui il
contenuto del futuro; mentre chi vive eticamente, vede dappertutto
compiti. L'individu dunque vede questa sua reale concretezza come
compito, come scopo, come fine. Ma che l'individuo veda la sua
possibilit come il suo compito esprime proprio la sua sovranit
sopra se stesso, alla quale non rinuncer mai, anche se d'altra
parte non prova gusto nella sovranit del tutto indisturbata che 
sempre del re senza regno. Questo d all'individuo etico una
sicurezza che a chi vive solo esteticamente manca del tutto. Chi
vive esteticamente attende tutto da fuori.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1971, volume
diciottesimo, pagine 1246-1247.
